Courtilet B&B

Bed and Breakfast di Bobbio Pellice (TO)

La storia

Written By: Staff B&B Courtilet

PREISTORIA

La Val Pellice è stata popolata a partire dal neolitico, come possono dimostrare le molte incisioni rupestri e coppelle disseminate sul territorio. Sono state inoltre ritrovati coltelli e asce risalenti all’epoca neolitica. Queste popolazioni sono state poi conquistate dai Romani, che le chiamavano genericamente “liguri”. Sin dal V secolo a.C. i liguri si mischiarono ai Galli, che arrivarono dalla vicina Francia. A testimoniare la presenza dei Galli in Val Pellice rimangono i nomi di alcuni paesi: Frossasco, Subiasco (suffissi in “asc”); Angrogna, Ciamogna (“ogna”), la Val Queyras (dalla tribù dei Quariati).

SARACENI

Per circa mezzo secolo, dal 942 al 972 circa, la Val Pellice dovette subire le incursioni dei Saraceni. Insediatisi a Frassineto (come vuole la tradizione) fecero razzia e massacro della popolazione locale, che fu costretta a scendere a bassa valle. La loro cacciata diede vigore alle signorie locali, che si reimpossessarono dell’Alta Valle. E’ questo il periodo della fondazione o della ricostruzione degli importanti monasteri della zona: Abbadia Alpina, Staffarda, Santa Maria di Cavour.

VALDESI

L’identità della Val Pellice è profondamente legata alla storia dei Valdesi. I Valdesi o “poveri di Cristo” come si definivano, si costituirono alla fine del XII secolo a Lione, al seguito di Pietro Valdo che, una generazione prima di Francesco, si impegnò a vivere la povertà evangelica. Una volta insediatisi nella Val Pellice, vennero accolti favorevolmente dalla popolazione locale, che li difese dalla crociata del 1480. Nel 1655 opposero una resistenza durissima all’attacco delle truppe franco-piemontesi, e nel 1689 avvenne il “Glorioso Rimpatrio”, ovvero il ritorno in valle dopo l’esilio con una marcia diventata leggenda.

RESISTENZA

La Val Pellice fu uno dei centri più attivi della resistenza contro il nazifascismo durante la seconda guerra mondiale. In particolare la casa del Courtilet è stato uno dei centri più attivi di organizzazione dei partigiani, grazie all’intervento dei fratelli Pietro (nome di battaglia “Emilio”)  e Abele Bertinat. Il Courtilet venne anche bruciato per rappresaglia dai tedeschi, e prontamente ricostruito.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>